Sentirsi a casa anche al Vinitaly



Arriva il Vinitaly, anche quest’anno. Tra un paio di giorni. È una gran fatica, si sa. Ma è sempre un appuntamento emozionante.

Quest’anno, in particolare, sono curioso di vedere il nuovo stand che, come voi in questo momento, ho solo visto nei rendering inviati al mio indirizzo mail da chi ci ha studiato a lungo per renderlo vero. L’omino nella prima proiezione credo di essere io, l’ultimo no! Forse sarò smentito alla prima occasione dal paziente (!) architetto, ma mi piace l’idea che abbia avuto il pensiero di piazzarmi lì ad aspettarvi. Che poi, di fatto, questo non sarà sempre possibile perché nelle stanzette private – quelle tutte belle allineate sul lato sinistro – si svolgeranno incontri e riunioni a porte serrate.

Allora, riunioni a parte, mi piacerà guardare il nuovo stand, dentro e fuori, e vedere un pezzo del Castello anche all’interno della fiera di Verona. Sì, perché i rivestimenti delle pareti rappresentano le decorazioni presenti nel Castello di Brolio, in particolare in una stanza che era stata pensata e allestita per l’arrivo del Re nel 1863.

Chi ha visitato il Castello riconoscerà con facilità quanto sto dicendo: la stanza in oggetto è parte del museo che ho allestito dentro il cassero, ormai qualche anno fa. Per chi lo ignora e ha la curiosità di verificare quest’affermazione, il Castello è lì, troneggia a Brolio ed è anche aperto al pubblico, in piccola parte.

Io sono nato lì dentro (non nella stanza in questione!) e mi fa sorridere pensare che in questa edizione del Vinitaly, sarò circondato dai colori che ho visto fin da quando ero un bambino. Passate a trovarmi, un bicchiere di Albia Rosé ci starà anche bene tra una chiacchiera e l’altra.

Vi aspetto, Pad 9 C12

Francesco Ricasoli

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