10 Curiosità per scoprire il Palio di Siena



Il Palio di Siena è senza dubbio uno degli eventi più attesi dell’Estate Toscana, nonché la corsa di cavalli più famosa d’Italia.

Anno dopo anno, dal 1633, a Siena si torna indietro nel tempo: si ripetono pressoché identici gli stessi rituali e si vive con trepidazione e autentica passione l’attesa e lo svolgimento del Palio.

Due edizioni, il 2 Luglio e il 16 Agosto, che sono davvero irrinunciabili per tutti i cittadini (o meglio, contradaioli), perché il Palio di Siena è più di una semplice manifestazione: è storia e cultura stessa della città.

Ma se per i senesi il Palio è il Palio, come diceva Mario Luzi, per turisti e curiosi è una grande e complessa manifestazione da guardare e scoprire dettaglio dopo dettaglio.

Ecco 10 curiosità sul Palio di Siena per capire il più possibile questo evento davvero unico:

1. Il Palio non è una manifestazione turistica

“…È la vita del popolo senese nel tempo e nei diversi suoi aspetti e sentimenti.” – Il Palio.

A riprova di ciò esiste anche una precisa lista di “Cosa non fare durante il Palio”:
dal “non cercare in alcun modo di avvicinarvi ai cavalli” al fondamentale “non commentare sarcasticamente la tensione dei contradaioli nell’imminenza della corsa, non protestare con insofferenza nel caso si protraggano a lungo le operazioni della Mossa. Per la stessa ragione il turista non deve assolutamente fischiare in segno di disapprovazione”.

Per il senese che si approccia a questa radicata manifestazione “da Turista”, ovvero frequentando la Contrada nei soli giorni del Palio, esiste anche un termine dispregiativo ad hoc, ossia “Quattrogiornista”.

2. Gli anni del Palio

Il Palio ha luogo dal lontano 1633, anno in cui venne corso il primo Palio con i cavalli nella medesima modalità in cui avviene ancora oggi (tra le piccole eccezioni, il modo come si corre il Palio oggi é “alla tonda”, mentre in passato era “alla lunga”)

Da allora si è disputato tutti gli anni, salvo che nel periodo delle due guerre mondiali del secolo scorso.

3. A vincere è il cavallo

Chi vince è sempre e comunque il cavallo, che può arrivare al traguardo anche “scosso”, ovvero senza fantino. Nella storia del Palio è successo ben 23 volte, l’ultima delle quali nel 2004.

4. L’unico che non guarda il Palio

Parliamo del Mossiere. Dopo l’arduo incarico di allineare i cavalli tra i canapi della mossa (per dare il via alla corsa del Palio), per tradizione e per evitare problemi di ordine pubblico, il Mossiere lascia Piazza del Campo e non assiste mai allo svolgimento della Carriera fino alla fine.

5. Vista privilegiata

Il Palio visto dal punto più alto, ovvero dall’orologio del campanile della Torre del Mangia:
a godere di questa vista esclusiva è colui che si occupa di suonare la campana fino al momento in cui escono i cavalli.

Essendo difficile scendere in tempo i 332 gradini della Torre del Mangia (terza torre antica più alta d’Italia), l’addetto alla campana da sempre guarda il Palio dalla data dell’orologio.

6. Il Diciassettino

Ovvero il senese che non parteggia per nessuna Contrada.
Le ragioni sono solitamente l’aver assunto cariche ufficiali a livello paliesco o cittadino, che necessariamente implicano l’imparzialità del suo giudizio.

7. La Nonna

Nella terminologia del Palio viene chiamata Nonna, la Contrada su cui grava la “Cuffia”, cioè che non vince il Palio da maggior tempo.
Nel momento in cui la “Nonna” rivince il Palio, allora si utilizza il verbo “scuffiare” e la “Cuffia” passa di diritto ad un’altra Contrada.

8. Il Premio

Secondo la tradizione, oltre al Palio in seta dipinto, il Comune di Siena assegna alla Contrada vincitrice un premio consistente in: 70 monete d’argento riproducenti monete dell’antica Repubblica Senese per il Palio del 2 Luglio e 50 monete per il Palio del 16 Agosto.
A seguire un’attestazione ufficiale della vittoria conseguita e la sua avvenuta iscrizione nel registro generale, che si conserva presso l’archivio del Comune.

9. Il Drappellone

Ogni anno il Palio, o Drappellone o Cencio (come viene chiamato dai senesi), viene commissionato dal Comune di Siena ad un’artista locale per il Palio di Luglio, e ad un artista internazionale per quello di Agosto.

L’iter che un artista deve seguire nella realizzazione del Palio è rigidissimo, perché si deve rispettare una precisa iconografia sacra.

Tra i tanti artisti, ad esempio nel 2002, il famoso pittore Fernando Botero ha realizzato quello che è passato alla storia come “El Palio Gordo”.

10. La cena della Vittoria

Dopo la vittoria, i festeggiamenti iniziano subito: i contradaioli ricevono il Palio e si recano alla Chiesa di Santa Maria di Provenzano (nell’edizione di Luglio) o al Duomo (nell’edizione di Agosto) per cantare il Maria Mater Gratiae di ringraziamento alla Madonna.

Concluso questo rituale però, la “cena della vittoria” avviene tra il mese di Settembre e i primi giorni di Ottobre. Il rione vittorioso viene addobbato a festa, vi partecipano migliaia di contradaioli e anche il cavallo vittorioso, vero ospite d’onore della serata.