Borghi Toscani: 9 curiosità sui più belli da visitare



Realizzare una road map definitiva dei più bei borghi toscani da visitare è un’impresa quasi impossibile.

Da nord a sud la Toscana conta almeno 78 borghi storici ognuno dei quali meriterebbe, almeno una volta nella vita, una visita.

Il trend dello slow living ha sicuramente contribuito a portare alla ribalta mete alternative alle città più caotiche, ma il fascino della gita fuori porta, direzione borgo medievale, è per gli Italiani un grande classico.

Oggi più che mai i piccoli centri stanno valorizzando il grande patrimonio di storia, arte, cultura, ambiente e tradizioni che possiedono. Rievocazioni storiche, festival ed eventi, insieme alla migliore offerta enogastronomica rendono i borghi toscani una metà turistica unica al Mondo.

Ma cosa sai sui borghi della Toscana? Senza sconfinare troppo dal territorio del Chianti e senza allontanarci molto da Brolio, ecco 9 curiosità che speriamo ti aiuteranno a decidere quale dei tanti borghi toscani visitare:

1. Il “luogo più idilliaco” d’Europa

È Gaiole in Chianti (il borgo medievale lungo la Strada dei Castelli del Chianti) ad essere stato eletto dalla rivista Forbes il posto ideale dove vivere, letteralmente definito come il “luogo più idilliaco” d’Europa.
Il perché è imputabile ad un mix di fattori tra cui la splendida natura, l’ottimo cibo e ovviamente i vini pregiati (se hai scelto Gaiole in Chianti come prima meta, maggiori info qui)

2. I borghi toscani Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco

Insieme ai famosi centri storici delle città di Firenze, Pisa e Siena, anche quelli dei piccoli borghi di Pienza e San Gimignano sono stati premiati negli anni ’90 dall’Unesco con il riconoscimento di Patrimonio mondiale dell’Umanità.

3. L’albero dell’Amore

Lucignano è il piccolo borgo fortificato in provincia Arezzo dalla forma ellittica a strade anulari concentriche. Oltre a costituire uno dei più interessanti esempi di urbanistica medievale, Lucignano custodisce una reliquia molto particolare: l’Albero dell’Amore. Conosciuto anche come l’Albero d’Oro o l’Albero della Vita, questo capolavoro orafo è conservato nel Museo Comunale del borgo. Iniziato nel 1350, è stato terminato solo 120 anni dopo dal noto orafo senese Gabriello d’Antonio.
L’Albero dell’Amore oggi, come nel corso dei secoli passati, è meta di coppie di innamorati che al suo cospetto si promettono amore eterno.

4. La roccaforte inespugnabile

Conosciuto in tutto il mondo per la produzione di Brunello, un vino di altissima qualità, Montalcino rispecchia perfettamente l’immaginario comune del borgo medievale.
Meno conosciuta è forse la storia di Montalcino roccaforte inespugnabile. Nel 1554, il borgo, protetto da spesse mura e una grande fortezza, fu scelto come rifugio dai nobili senesi in esilio dopo la Battaglia di Scannagallo, persa contro il Ducato di Firenze. Nel borgo instaurarono “La Repubblica di Siena riparata in Montalcino” la cui resa avvenne solo nel 1559 e “quando i montalcinesi consegnarono le chiavi della città ai rappresentanti di Cosimo de’ Medici, Montalcino era rimasto l’ultimo libero comune d’Italia.” – consorziobrunellodimontalcino.it.

5. La porta del Chianti

Patria del famoso navigatore Giovanni da Verrazzano, primo europeo ad esplorare la costa atlantica degli odierni Stati Uniti e ad entrare nella baia di New York, Greve in Chianti può essere definita “La porta del Chianti”.
Il borgo è infatti situato nel punto in cui si incontrano le vie di collegamento tra il Valdarno, la Val di Greve e la via che da Firenze,attraverso le Colline del Chianti, conduce nel senese.

6. Il locale storico più antico della Toscana

Siamo a S. Andrea in Percussina, borgo di antica origine, nonché una delle frazioni più pittoresche di San Casciano Val di Pesa.
Qui, dal 1450 si trova il Ristorante Albergaccio – Villa Machiavelli il locale storico più antico della Toscana (seguendo la classifica dei Locali Storici d’Italia )
Tra le sue mura Niccolò Machiavelli mangiava e giocava a carte durante il suo esilio dalla vicina Firenze.
Sempre A Sant’Andrea in Percussina si trovava la sede dello storico Consorzio del Chianti Classico.

7. Il borgo abbandonato

Anche la Toscana pullula di borghi fantasma da visitare: paesini ormai disabitati diventati nuove attrazioni turistiche.
Nella lista, insieme ai più famosi Fabbriche di Careggine o di Toiano, troviamo Poggio Santa Cecilia.
Il borgo, totalmente disabitato e inaccessibile al pubblico, è a soli 30 minuti di auto da Brolio, in una frazione di Rapolano Terme raggiungibile percorrendo una strada bianca che parte dalle Terme Antica Querciolaia. Di probabile epoca etrusca, il caratteristico borgo ospitò nell’Agosto del 1867 Giuseppe Garibaldi. L’Eroe dei due mondi si trovava nella zona per curare la ferita riportata in Aspromonte con le benefiche acque delle vicine terme di Rapolano.

8. Il borgo del girone dantesco

Perfettamente conservata, la cinta muraria del borgo di Montereggioni è alta 20 metri e spessa 2 metri.
I 14 torrioni innalzati sulla collina delineano una forma ellittica che si estende per 500 m. Assimilata alla “Gerusalemme celeste” per via della somiglianza con gli antichi disegni che descrivono la città dell’Apocalisse, Montereggioni, misteriosa e affascinante, è ricordata come la città infernale in quanto citata da Dante nel XXXI° canto dell’Inferno.

9. La Manhattan del Medioevo

Leggenda narra che nel ‘300 a San Gimignano svettassero bene 72 torri, almeno una per ogni famiglia benestante, testimonianza della potenza economica di ciascuna.
Escluse le torri “scamozzate”, comunque ancora ben visibili nel corpo dei palazzi, oggi, nell’incantevole borgo medievale si contano ancora 13 torri.
La più antica, eretta intorno al 1200, è la torre Rognosa, alta 51 metri. La più alta di tutte invece è la Torre del Podestà, detta anche Torre Grossa, alta 54 metri. Il primato le spetta di diritto dal 1255, anno in cui un regolamento comunale vietò ai privati di costruire torri più alte della Torre Rognosa.
Il borgo toscano è tra i più famosi e visitati; Patrimonio dell’Umanità protetto dall’Unesco, il centro storico di San Gimignano è inoltre rimasto pressoché intatto dal due-trecento ed è uno dei migliori esempi di organizzazione urbana dell’età comunale di tutta Europa.